luci di una notte di mezza estate

Nella notte che non esiste le luci in fondo alla valle sono i volti che arrossiscono alla sera.
La luna mi osserva con un mistero che muta e confonde il nero della sera con un volto che accarezza le foglie e l'erba e le ombre delle cose. Sembra che all'improvviso scenda tra i fichi traghettata nel ventre di qualche lucciola giocosa. Il nulla del silenzio che è attorno accende il tutto della mia immaginazione: le falene, le cicale, il rosso timido delle susine appeso a un silenzio, a un'attesa, al riposo.
Non è un animo soltanto, come non è soltanto la mia voce. I miei occhi sono quelli di un mondo intero che si osserva nell'arrivo e nel presagio.
Un'immagine: quella della luna dietro al barbacane.




spalanni_castel san niccolò
foto_u r s u l a b a s t a


tela bianca

la tela resta bianca e il tempo vi si riflette solo nell’ ombra del passaggio, solo nella luce che muta.
quel che se ne va è sulla superficie, sottile come un graffio impercettibile, pelle che manca, un brivido che lascia solo il ricordo.


tutto è presente che si ripete. mutazione circolare.

solo la bellezza mi commuove.
un’armonia, di corpi e suoni, un desiderio di movimento per cui nessuna cosa è solo quella, ma tutto si consuma in sinfonia.

dimenticare quello che sappiamo, nella follia del caos: questo sarebbe a tratti meraviglioso.

una tigre blu sotto la pioggia


indaco, questo è oggi.
pioggia, infinita.

quel che resta del giorno è dentro la mia nuca e dentro la mia altezza.

desideri: un treno e un libro,
come dire un viaggiatore e un viaggio.

b y e b y e m o n a m o u r_ludovico einaudi

chissà dove va l'onda che non giunge sulla riva, quella che non si travolge sulla battigia, quella che torna lontano, unita nelle sue voci.
chissà cosa si porta dietro, cosa non lascia a chi la scorge da lontano, mentre rifugge dal termine della sua corsa.

ballerine bagnate e dita scoperte.
pianoforti tra persone che più non ascolto, che più non hanno voci, ma solo gesti.

sono io l'onda che rifugge, quella che non lascia tracce sulla sabbia neanche per un istante, lontana, dal tempo e dagli ormeggi.
anche la riva è lontana, troppo.

qualcuno ha deciso che non deve smettere di  piovere,io ho deciso di non scegliere, di non svelare, di non dire. il sentire si fa sempre più leggero, l'eco si smorza in una nuvola di nebbia bassa e nel profumo bagnato dei gelsomini.

la mia anima è blu, come la tigre che mi passeggia accanto.






metallico

aria di pioggia
la sensazione sul viso del passeggiare sereni in attesa del temporale, l'eccitazione quasi fanciullesca d'inseguire la prima goccia con gesto di sfida, tardare a rientrare perché finalmente ogni cosa sembra non muoversi,catturata nel solo istante metallico dell'attesa.

l'immagine brunita delle facciate degli edifici, processione immobile di un riflesso cinerino al mio fianco.

osservo
case, finestre, porte, cortili.
leggo i nomi sui campanelli dei portoni, desiderando per un istante la vita di ciascuno.
per capriccio, per noia, per il brivido argentino e surreale di un cielo pieno di malinconia e della solitudine perfetta delle cose dimenticate e sospese in un'aria intorpidita.
non voglio più restare in nessun posto, non voglio più essere in nessun luogo.
vorrei disperdermi come polline, lenta, in quest'aria argentina, intrisa di tensione, di creazione, di poesia.




s' è avvertita a lungo, come un malessere di tutto, una cosmica sospensione del respiro. si era fermato l'intero universo. attimi, attimi, attimi. 
le tenebre si sono carbonizzate di silenzio.
all'improvviso, acciaio vivo 
..
questo anodino sfumare dell'anima e delle cose, questo azzurrino abbandono dell'indefinizione di tutto

b e r n a r d o s o a r e s

adagio in due tempi

ri leggo sedotta dalla musica delle parole.
ri leggo il loro senso.

ognuna delle cose in due tempi differenti e in due seduzioni in tempi differenti
la lettura di ogni cosa, anche delle persone.

il piacere in superficie, fluido e musicale soltanto
il piacere del significato, fermo ed evocativo, con un sorriso. 

il treno mi regala sempre paesaggi inediti, son quelli della mia anima evocata a ogni scorcio.
le giornate che si allungano verso il blu primaverile portano una quiete piena di innamoramento e di compassione verso la vita.



anche la consapevolezza sembra nuova nell'aria tiepida, ma è solo il risveglio del sentimento dal sonno profondo dell'inverno.
il permeare dei colori di aprile diventa il preludio del prossimo viaggio che niente desidera di quello passato.
il prossimo viaggio anela a un silenzio templare e a un approdo azzurro e plastico, l'approdo del viandante, la quiete nel mutamento.


Attraversi il bosco tiepido Aprile 
consoli da sempre il viandante 
pensieri leggeri si uniscono alle resine dei pini 

si fa chiara la mente come nuvola 

pensieri leggeri si uniscono alle luci e ai colori 
al silenzio lontano delle nuvole
Entri dentro le case tiepido Aprile 
risvegli all'amore gli amanti 

mi affido al vento ai profumi del tempo 
agli umori delle stagioni a meridione 
pensieri leggeri si uniscono alle resine dei pini 
al silenzio lontano delle nuvole




il sentire è nuovo
ma non noi, che certi giorni pare viviamo da sempre, anche se non su questa terra.

f u o r i p o r t a

le sere dei miracoli hanno poche parole.
un balcone, una luna, un moscato e una compagnia.
la vita al di là del riflesso lunare, semplice.
non è mai solo il vino, c'è dietro sempre la cura, il tempo e il sole sui chicchi, c'è sempre l'amore di un uomo dietro a ogni sorso.
c'è la sincerità di un uomo di fronte a una luna, di fronte a una porta, alle mille porte, dentro e fuori di casa, dentro e fuori di sè.
c'è una vita che mai può esser morte.

...

Cadon come foglie o gli ubriachi sulle strade che hanno scelto, 
delle rabbie antiche non rimane che una frase o qualche gesto, 
non so se scusano il passato per giovinezza o per errore, 
non so se ancora desto in loro, se m' incontrano per forza, la curiosità o il timore


... 

Sono ancora aperte come un tempo le osterie di fuori porta, 
ma la gente che ci andava a bere fuori o dentro è tutta morta: 
qualcuno è andato per formarsi, chi per seguire la ragione, 
chi perchè stanco di giocare, bere il vino, sputtanarsi ed è una morte un po' peggiore


francesco guccini_o s t e r i e d i f u o r i p o r t a

siam quelli fuori dalla porta, che dalle miserie traggon poesia, che nell'umanità di ciascuno vi scoprono un'arte, che si annoiano   di qualsiasi posto che non abbia un viso e due occhi in cui guardare.

anime salve


neanche il vento della mattina di primavera lava i segni dei posti eclissati di quest'anima piena, le grida delle cose che ella non riesce a dire, il loro dolore non narrato.
nulla che bussa a tratti, disturbatore perfetto della notte nel giorno, scia nel cielo che sfuma all'orizzonte. 
tutti i vuoti riempiono il tedio senza nome di questa serata ai bordi della luce orizzontale, tramonto di tutte volontà e contemplazione nel silenzio del verde dei lungarni, dei fiori dolci che timidamente guardano alla prima primavera. 
ogni cosa vive solo perché ne posso scrivere. anche io, perchè improvvisamente non so chi sono, e mi assale un dolce dolore, nel profondo, una rabbia nella resa, spettatrice di un passo cadenzato nella leggerezza sciocca del rifiuto di questa sera che giunge nel silenzio, nel silenzio che vi è fuori ed entra nelle mie parole come un dolce veleno sottile. 
vedo solo i segni netti della luna, compagna lontana delle mie cadute e dei miei voli, dei miei assoli.
il mondo tace il cuore con un sospiro che è già a domani.
cerco gli strumenti per costruire il mio desiderio.
voglio tutti i modi delle cose, e ne voglio la musica, forte nelle orecchie e sulla pelle dell’urlo. 
io voglio l’urlo, voglio le sue montagne. voglio scrutare il mondo dall'alto come su un vascello dai colori di mare, voglio il rumore nell'acqua  lieve che arriva come una carezza sul cuore, voglio sul mio cuore anche la goccia di sale.

fabrizio de andrè_A N I M E S A L V E

Mille anni al mondo mille ancora 
che bell'inganno sei anima mia 
e che bello il mio tempo 
che bella compagnia 

sono giorni di finestre adornate 
canti di stagione 
anime salve in terra e in mare 

sono state giornate furibonde 
senza atti d'amore 
senza calma di vento 
solo passaggi e passaggi, 
passaggi di tempo 

ore infinite come costellazioni e onde 
spietate come gli occhi della memoria 
altra memoria e NON basta ancora 
cose svanite facce e poi il futuro 

i futuri incontri di belle amanti scellerate 
saranno scontri saranno cacce coi cani e coi cinghiali 
saranno rincorse morsi e affanni per mille anni 
mille anni al mondo mille ancora 
che bell'inganno sei anima mia 
e che grande il mio tempo che bella compagnia 

mi sono spiato illudermi e fallire 
abortire i figli come i sogni 
mi sono guardato piangere in uno specchio di neve 
mi sono visto che ridevo 
mi sono visto di spalle che partivo 

ti saluto dai paesi di domani 
che sono visioni di anime contadine 
in volo per il mondo 

mille anni al mondo mille ancora 
che bell'inganno sei anima mia 
e che grande questo tempo che solitudine 
che bella compagnia


questa canzone accarezza la mia anima come miele e mi riscopro amarla, contemplarla, comprenderla, ascoltarla, come si ascoltano le prime voci che giungono al mattino, quando ancora non siamo svegli, ma neppure dormiamo, preludio del mondo ancora invischiato nel sogno notturno.