colonna sonora della finestra di camera esposta a est a questa altitudine, con il sole, questa mattina di natale

colonna sonora della finestra di camera esposta a est 
a questa altitudine, con il sole, questa mattina di natale: 
come sopra.


morning sun_e d w a r d h o p p e r

























  e infine, se si dovesse fare tardi e non ci fosse più il sole ma avanza   ancora un pò di vino, lui è quello giusto












il panettone sotto l'albero

il 21 dicembre da sempre è un giorno abbastanza ‘interessante’ per dire 'oohhh è arrivato Natale!'.
non prima.
mancano tre giorni alla vigilia, non della festa - quella è una cosa personale - ma della sosta, per l’abbraccio e la condivisione. Natale come preparativo, come pausa, come scusa, come casa, come amici.
vigilia come una piccola lista di desideri, quella che scriviamo nella lettera indirizzata a noi, in verità. perché a una certa età, ognuno è il Babbo Natale di se stesso. Quindi:


Cara Ursula,
io sotto l’albero che vorrei - dove ci sarebbero appesi biscotti, caramelle, desideri, fotografie, una sciarpa, un cappello, dello zucchero filato, qualche stecca di cannella, un pò di uva passa, qualche ispirazione, qualche shilinuso qua e là, un pò di neve che non si scioglie, qualche ricordo, un pò di tempo perduto, una strada nuova - mi piacerebbe trovarci un pò di cose, che non sono grandi cose: piccoli pezzi di tempo, di bontà, di persone. 


frolla e stelle
foto_u r su l a b a s t a

bene, sotto quell'albero io vorrei un enorme panettone soffice e morbido e profumato, e dentro quel panettone ci vorrei trovare:

degli occhi nuovi per guardare bene e da più punti ogni giorno del prossimo anno
un sorriso per me e un altro per le persone, quelle che conosco e quelle che non conosco
un abbraccio ogni giorno, che duri almeno 20 secondi (che dice è il tempo giusto perchè un abbraccio faccia bene al cuore e al cervello)
una carezza mentre dormo, che venga anche da lontano
un bacio ogni giorno e uno sulla fronte alla mattina
una bottiglia di vino buono
del pane fresco e anche dei biscotti, che ce n’è sempre bisogno
un pò d’ispirazione ogni giorno
un pò di mare e un pò si sabbia tra le dita
un pò di fuocodinatale
lo sguardo, anche distratto, di chi amo
la condivisione, anche un pò di silenzio, ogni tanto
tanta empatia
qualche complimento, che, si sa, spesso è meglio di una stecca di cioccolata
una bevuta con gli amici
una chiacchierata in pigiama
un pò di leggerezza
qualche risata a crepapelle
dei bambini che giocano
il tempo giusto per me e per gli altri
un’attenzione in più, una cortesia, una gentilezza
una cioccolata calda
una sedia, per pensare e per sapere riposare e aspettare,
un pò di tempo e un abbraccio lungo, lunghissimo con qualche persona che non c’è più
sarebbe tanto quel tempo

sedia con albero_cambridge
foto_f r a n c e s c o l e v a n t i

sopra, il focolare verde per la contemplazione. 

il focolare di casa per ora sta dentro valigia, non come traghettatrice, ma come spazio misurato delle nostre cose che viaggiano.

passaggi

tutti abbiamo delle ragioni
per muoverci
io mi muovo

per tenere assieme le cose


mark strend_tenendo le cose assieme


oggi è il 1 dicembre, oggi accade il mio primo post dall’Inghilterra.
non ha forma ancora il pensiero o la coscienza del luogo, ma piano piano l’occhio circoscrive il freddo e i colori: il grigio del cielo, il verde brillante degli arbusti; i giganteschi alberi; le cappelle gotiche agli incroci di una qualsiasi strada; i volti qualsiasi del posto qualsiasi nel caffè qualsiasi.




cambridge, passaggi
foto_u r s u l a b a s t a


lo sguardo circoscrive l’aria intorno alla marcia verso il nuovo. E in questo qualsiasi sta il carattere nuovo di ora: l’indifferenza salvifica, l’indefinizione feconda.

il colore di questi giorni è rosso, rosso come le cabine telefoniche, rosso come le bacche, rosso come le porte laccate delle case, quello che non ti aspetteresti arrivare da una quinta di villette tutte uguali, mattoni e vialetti, finestre bianche e tetti appuntiti.

elizabeth gadd photography_breathe

ieri abbiamo visto il sole per la prima volta da quando siamo partiti, un sole basso, un sole pomeridiano, stanco, lontano.
c'è stato poco tempo per pensare, per scrivere, per elaborare, ma è presto per farlo.
il tempo che è stato è per i biscotti al burro salato, il tè, il porridge, cose fumanti, di profumi e di calore, di pausa nel passaggio, di preparazione all'incontro.

sono nuova anch’io qui, “so avere lo stupore essenziale che avrebbe un bambino se nel nascere, si accorgesse che è nato davvero”.

non so se questo sia il mio posto, perchè in realtà penso che ognuno di noi si porti dietro moltitudini di individui, e ognuna ha un suo luogo che lo aspetta nel mondo. Non so neanche se un posto solo possa soddisfare il desiderio di vivere sempre altrove, se esiste una parte tra quelle moltitudini che spinge altrove sempre, o se, alla fine, sopraggiunge l’amore verso un luogo solo. so che uno diventa quel che ha visto e quel potenziale resta la più grande delle ambizioni personali che ognuno sente verso di sè.


dobbiamo fare:
dell’interruzione,
un nuovo cammino,
della caduta,
un passo di danza,
della paura,
una scala,
del sogno,
un ponte,
del bisogno,
un incontro_
fernando pessoa

portare a spasso le proprie radici: qualcosa di più che un viaggio soltanto, qualcosa di più che una sosta.

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