passaggi

tutti abbiamo delle ragioni
per muoverci
io mi muovo

per tenere assieme le cose


mark strend_tenendo le cose assieme


oggi è il 1 dicembre, oggi accade il mio primo post dall’Inghilterra.
non ha forma ancora il pensiero o la coscienza del luogo, ma piano piano l’occhio circoscrive il freddo e i colori: il grigio del cielo, il verde brillante degli arbusti; i giganteschi alberi; le cappelle gotiche agli incroci di una qualsiasi strada; i volti qualsiasi del posto qualsiasi nel caffè qualsiasi.




cambridge, passaggi
foto_u r s u l a b a s t a


lo sguardo circoscrive l’aria intorno alla marcia verso il nuovo. E in questo qualsiasi sta il carattere nuovo di ora: l’indifferenza salvifica, l’indefinizione feconda.

il colore di questi giorni è rosso, rosso come le cabine telefoniche, rosso come le bacche, rosso come le porte laccate delle case, quello che non ti aspetteresti arrivare da una quinta di villette tutte uguali, mattoni e vialetti, finestre bianche e tetti appuntiti.

elizabeth gadd photography_breathe

ieri abbiamo visto il sole per la prima volta da quando siamo partiti, un sole basso, un sole pomeridiano, stanco, lontano.
c'è stato poco tempo per pensare, per scrivere, per elaborare, ma è presto per farlo.
il tempo che è stato è per i biscotti al burro salato, il tè, il porridge, cose fumanti, di profumi e di calore, di pausa nel passaggio, di preparazione all'incontro.

sono nuova anch’io qui, “so avere lo stupore essenziale che avrebbe un bambino se nel nascere, si accorgesse che è nato davvero”.

non so se questo sia il mio posto, perchè in realtà penso che ognuno di noi si porti dietro moltitudini di individui, e ognuna ha un suo luogo che lo aspetta nel mondo. Non so neanche se un posto solo possa soddisfare il desiderio di vivere sempre altrove, se esiste una parte tra quelle moltitudini che spinge altrove sempre, o se, alla fine, sopraggiunge l’amore verso un luogo solo. so che uno diventa quel che ha visto e quel potenziale resta la più grande delle ambizioni personali che ognuno sente verso di sè.


dobbiamo fare:
dell’interruzione,
un nuovo cammino,
della caduta,
un passo di danza,
della paura,
una scala,
del sogno,
un ponte,
del bisogno,
un incontro_
fernando pessoa

portare a spasso le proprie radici: qualcosa di più che un viaggio soltanto, qualcosa di più che una sosta.

2 commenti:

Enzo Rizzuto ha detto...

Addio monti sorgenti dalle acque ed elevati al cielo.......
Quanto è tristo il passo di chi , cresciuto tra voi se ne allontana !.....
L' aria gli par gravosa e morta ; ....
Si inoltra mesto e disattento nelle città tumultuose ....(dai Promessi Sposi di Alessandro Manzoni--- Milano 7/3/1785 - 22/5/1873 )-

ursula ha detto...

..del tumulto, sicuramente, che poi non è solo di guerra..tra i grandi rumori si nascondono le musiche più superbe! :)

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