il porto di odisseo


l’odore, solo l’odore.
l’abbandono a un dolce morire che neanche farebbe rumore dentro.
fà rumore solo fuori.
e fuori anche il tempo muore, mentre la luce si spegne su tutto quello che siamo, mentre anche la sera ci ricorda che il mondo galleggia su una trama sottile che ci tesse dagli occhi al petto. il petto che riposa su un talamo in penombra e il chiaroscuro dello sguardo che disegna come con un lapis invisibile la separazione col mondo, che oscilla contro le pieghe di una tenda.
il paesaggio collinare del mio cuore al tramonto, al di là del vetro. la brezza della notte d'estate mi scuote in superficie. 
il mondo fatica a sollevarsi nell'aria grave della sera e lo sento appoggiarsi con tutto il suo peso al mio fianco. mi guarda, con occhi di oceano.


sono viva.

ma questa è un'altra vita. è la vita dei porti, i porti in cui si giunge e mai si parte, approdo dell'abbandono dalle onde. l'approdo dell'odisseo.


..
non ho più niente da aspettar 

soltanto un sonno di quiete domani
..

arianna papini_i l r i t o r n o d i u l i s s e


1 commento:

Berry ha detto...

Quando leggo te a volte...mi sembra di leggere me.
Disegno con quel lapis mille profili al giorno e non ritrovo alcuna traccia di quello che vorrei.

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