i n d a c o s e r a l e


penso all’abbraccio e al rifugio delle notti. penso alla dolce resa e al riposo che giunge.
penso all’intimità e al respiro cadenzato dalla cadenza nota.
penso al momento condiviso e raccontato, nudo.
penso a un profumo che mi svegli al mattino come carezza o come scure, ma dall’animo conosciuto.
penso a incontrarmi, a una carezza dolce, che mentre fuori il mondo muore, come con un bacio mi ricorda che sono viva, che amo, che sono.

ludovico einaudi_i n d a c o


è una stanchezza differente questa volta, una stanchezza muta che poco si racconta, che si cura nel silenzio della sera, quando l’unica voce viene da dentro e sorride come una madre.


un pensiero felice per me, stasera, è tra le trame della mia coperta..come ombrello teso tra la terra e il cielo..

2 commenti:

Berry ha detto...

Non voglio sporcare le tue parole con la mia rabbia di stamani, per cui lascio solo il segno del mio passaggio per dirti che AMO quel pezzo di Einaudi, come tanti altri. Se ora potessi me lo sparerei nelle orecchie con tutta la sua malinconia e dolcezza.

urs ha detto...

..l indaco..ho sempre pensato fosse un colore "lunare"..i risvegli interiori si lasciano sempre qualcosa di malinconico, e dolce, come dici tu..per quello che è stato
..c'è una frase di Pessoa che amo "..ho nostalgia perfino di ciò che non è stato niente per me, per l'angoscia della fuga del tempo e la malattia del mistero della vita"..alla sera capita che questa sensazione diventi una presenza..

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