è dentro la pelle
in fondo al pensiero
dietro al respiro
sul terreno del battito

è alle spalle dello sguardo

è nel sogno,
nella notte che giunge
nel mattino che mi sveglia
nel profumo del mondo
nel mondo

stupore nella semplicità



ti osservo
mentre ogni altra cosa tace nell’istante in cui i miei occhi ti entrano nella pelle
nel pensiero e nel mare dietro ai tuoi occhi

non voglio un istante senza quest’oceano che mi inonda l’anima
che la fa tremare nello zampillo di un’onda che s’è fermata in una spuma infinita

non voglio un istante senza l’odore familiare del rifugio nella notte
senza la pelle calda che accarezza ogni mio desiderio

e la vita appare come il prato immenso che si osserva da un’altalena sul mondo


foto_arno rafael minkkinen

preghiera

Non dormo, ho gli occhi aperti per te.
Guardo fuori e guardo intorno.
Com'è gonfia la strada
di polvere e vento nel viale del ritorno


Questa è una preghiera per il ritorno
Il ritorno di un anno, il ritorno che non dorme mai, l’approdo di uno sguardo che s’è perso per gli angoli delle strade di questa città

Questa è una preghiera per il tuo cuore che è pieno di grazia, e la grazia è quella che lascia che io l’ami, la grazia del suo silenzio

Questa è una preghiera  per le cose che non ho più da dire su di noi, una preghiera per le notti che ho amato, per i tuffi nella pelle, i sorrisi e gli abbracci, i baci sulla nuca e sulla fronte alla mattina, quei baci che ancora paiono dormire

Questa è una preghiera per noi, per i nostri cuori pieni di cose taciute, per la nostra voce e per la mia, troppo spaventata per respirare forte, per la mia che aspetta la notte per poter parlare, la notte che ci ha ascoltato per ore

Questa è una preghiera per il mio coraggio che manca, per tutte le cose che vorrei dire, che vorrei urlare, forte, fortissimo, per tutte le volte che fingo di non pensarti e di non amarti e di non volerti

Questa è una preghiera che il mio cuore dice da non ricordo neanche da quanto, nel silenzio del mio cuore.

Questa è una preghiera per le sere come questa, in cui mi sembra di morire e niente fa più rumore e il mio cuore si riempie di così tanta pena che vorrei affogarlo nel mare

E intanto prego
per questo tempo che ci assiste e ci accarezza senza domande
per l’attesa e per l’avvento
per i sogni che neanche so sognare
per i desideri che neanche so più avere

E che a quest’ora vorrei solo vomitare

E vorrei avere una notte per dirtelo
Non vorrei dirlo in qualche risposta a un’ora sbagliata, in cui l’addio bisogna raccontarlo perché è arrivato senza sceglierlo
Prego per poter aver il coraggio di scegliere, di andarmene o di restare, che certi giorni sembra quasi la stessa cosa
Prego per un segno, una voce che mi svegli da un torpore millenario, e mentre lo dico son talmente stanca che vorrei dormire

Prego certe sere che l’amore scivoli via come un sogno al mattino, che penserò a tutto questo come un luogo lontano in cui il mio cuore ha vissuto forse in un’altra vita.

Questa è una preghiera per il posto in cui arriveremo, e che un po’ avrà i nostri occhi, per quando li cercherai e ci penserai.


Questa è una preghiera per chiedere perdono per tutte le cose che non hanno avuto voce e per tutte le cose che non sono stata, soprattutto per quando non sono stata me e con me.

luci di una notte di mezza estate

Nella notte che non esiste le luci in fondo alla valle sono i volti che arrossiscono alla sera.
La luna mi osserva con un mistero che muta e confonde il nero della sera con un volto che accarezza le foglie e l'erba e le ombre delle cose. Sembra che all'improvviso scenda tra i fichi traghettata nel ventre di qualche lucciola giocosa. Il nulla del silenzio che è attorno accende il tutto della mia immaginazione: le falene, le cicale, il rosso timido delle susine appeso a un silenzio, a un'attesa, al riposo.
Non è un animo soltanto, come non è soltanto la mia voce. I miei occhi sono quelli di un mondo intero che si osserva nell'arrivo e nel presagio.
Un'immagine: quella della luna dietro al barbacane.




spalanni_castel san niccolò
foto_u r s u l a b a s t a


tela bianca

la tela resta bianca e il tempo vi si riflette solo nell’ ombra del passaggio, solo nella luce che muta.
quel che se ne va è sulla superficie, sottile come un graffio impercettibile, pelle che manca, un brivido che lascia solo il ricordo.


tutto è presente che si ripete. mutazione circolare.

solo la bellezza mi commuove.
un’armonia, di corpi e suoni, un desiderio di movimento per cui nessuna cosa è solo quella, ma tutto si consuma in sinfonia.

dimenticare quello che sappiamo, nella follia del caos: questo sarebbe a tratti meraviglioso.

una tigre blu sotto la pioggia


indaco, questo è oggi.
pioggia, infinita.

quel che resta del giorno è dentro la mia nuca e dentro la mia altezza.

desideri: un treno e un libro,
come dire un viaggiatore e un viaggio.

b y e b y e m o n a m o u r_ludovico einaudi

chissà dove va l'onda che non giunge sulla riva, quella che non si travolge sulla battigia, quella che torna lontano, unita nelle sue voci.
chissà cosa si porta dietro, cosa non lascia a chi la scorge da lontano, mentre rifugge dal termine della sua corsa.

ballerine bagnate e dita scoperte.
pianoforti tra persone che più non ascolto, che più non hanno voci, ma solo gesti.

sono io l'onda che rifugge, quella che non lascia tracce sulla sabbia neanche per un istante, lontana, dal tempo e dagli ormeggi.
anche la riva è lontana, troppo.

qualcuno ha deciso che non deve smettere di  piovere,io ho deciso di non scegliere, di non svelare, di non dire. il sentire si fa sempre più leggero, l'eco si smorza in una nuvola di nebbia bassa e nel profumo bagnato dei gelsomini.

la mia anima è blu, come la tigre che mi passeggia accanto.






metallico

aria di pioggia
la sensazione sul viso del passeggiare sereni in attesa del temporale, l'eccitazione quasi fanciullesca d'inseguire la prima goccia con gesto di sfida, tardare a rientrare perché finalmente ogni cosa sembra non muoversi,catturata nel solo istante metallico dell'attesa.

l'immagine brunita delle facciate degli edifici, processione immobile di un riflesso cinerino al mio fianco.

osservo
case, finestre, porte, cortili.
leggo i nomi sui campanelli dei portoni, desiderando per un istante la vita di ciascuno.
per capriccio, per noia, per il brivido argentino e surreale di un cielo pieno di malinconia e della solitudine perfetta delle cose dimenticate e sospese in un'aria intorpidita.
non voglio più restare in nessun posto, non voglio più essere in nessun luogo.
vorrei disperdermi come polline, lenta, in quest'aria argentina, intrisa di tensione, di creazione, di poesia.




s' è avvertita a lungo, come un malessere di tutto, una cosmica sospensione del respiro. si era fermato l'intero universo. attimi, attimi, attimi. 
le tenebre si sono carbonizzate di silenzio.
all'improvviso, acciaio vivo 
..
questo anodino sfumare dell'anima e delle cose, questo azzurrino abbandono dell'indefinizione di tutto

b e r n a r d o s o a r e s

adagio in due tempi

ri leggo sedotta dalla musica delle parole.
ri leggo il loro senso.

ognuna delle cose in due tempi differenti e in due seduzioni in tempi differenti
la lettura di ogni cosa, anche delle persone.

il piacere in superficie, fluido e musicale soltanto
il piacere del significato, fermo ed evocativo, con un sorriso. 

il treno mi regala sempre paesaggi inediti, son quelli della mia anima evocata a ogni scorcio.
le giornate che si allungano verso il blu primaverile portano una quiete piena di innamoramento e di compassione verso la vita.



anche la consapevolezza sembra nuova nell'aria tiepida, ma è solo il risveglio del sentimento dal sonno profondo dell'inverno.
il permeare dei colori di aprile diventa il preludio del prossimo viaggio che niente desidera di quello passato.
il prossimo viaggio anela a un silenzio templare e a un approdo azzurro e plastico, l'approdo del viandante, la quiete nel mutamento.


Attraversi il bosco tiepido Aprile 
consoli da sempre il viandante 
pensieri leggeri si uniscono alle resine dei pini 

si fa chiara la mente come nuvola 

pensieri leggeri si uniscono alle luci e ai colori 
al silenzio lontano delle nuvole
Entri dentro le case tiepido Aprile 
risvegli all'amore gli amanti 

mi affido al vento ai profumi del tempo 
agli umori delle stagioni a meridione 
pensieri leggeri si uniscono alle resine dei pini 
al silenzio lontano delle nuvole




il sentire è nuovo
ma non noi, che certi giorni pare viviamo da sempre, anche se non su questa terra.