un mondo sembra cantarmi

poi, all'improvviso, una scintilla
arriva sempre, come l’inverno
arriva nel tintinnio dei pensieri in velocità
urla forte come un bambino che corre nel nulla di un campo sconfinato
felice

la gioia non è nella sua luce ma nel riconoscerla, nella conferma del ritorno
la bravura è afferrarla mentre ti sorride 
in mezzo a mille volti e a mille voci
in mezzo al mare
per le strade
dentro le lenzuola
tra i cavalli incantati di una giostra
nelle luci dei lampioni
dentro il disegno di una nuvola
in un profumo

immagine tratta da _ il fantastico mondo di amelie


















non la follia, ma la vita
la vita ha molte voci
e quando accade che una di queste mi sussurra in un orecchio
un mondo sembra cantarmi

alla sera

la malinconia si fa dolce alla sera
la tristezza è un'isola ardita
e il silenzio un sale prezioso sui pensieri

solo s’accende l’animo di luci nuove
e s’accendono i porti sul mare
come sulle strade le finestre delle case

un valzer è un insieme di veli in successione
nel petto, in trasparenza
un pianoforte è l’intimità di un focolare
in una lacrima intatta


ora pure s’accendono i tuoi occhi
cosicchè i miei possono finalmente danzare

luna di dicembre

s’ alza la luna di dicembre
porta il peso di un anno intero 
dell’inverno e dell’ultimo sole

la luna dell’attesa e dell’avvento

luna doppia
luna matura
luna leggera

s’alza lentamente
rotolando grave
nel mezzo dei due volti
e sul mio

le valse d'amelie_yann tiersen

è una paillette la luna
la luce riflette sempre l'altro posto
l'altro viaggio, 
il desiderio di un disegno infinito
il desiderio senza colpe nè ragioni 
il desiderio dell'altro volto

è dentro la pelle
in fondo al pensiero
dietro al respiro
sul terreno del battito

è alle spalle dello sguardo

è nel sogno,
nella notte che giunge
nel mattino che mi sveglia
nel profumo del mondo
nel mondo

stupore nella semplicità



ti osservo
mentre ogni altra cosa tace nell’istante in cui i miei occhi ti entrano nella pelle
nel pensiero e nel mare dietro ai tuoi occhi

non voglio un istante senza quest’oceano che mi inonda l’anima
che la fa tremare nello zampillo di un’onda che s’è fermata in una spuma infinita

non voglio un istante senza l’odore familiare del rifugio nella notte
senza la pelle calda che accarezza ogni mio desiderio

e la vita appare come il prato immenso che si osserva da un’altalena sul mondo


foto_arno rafael minkkinen

preghiera

Non dormo, ho gli occhi aperti per te.
Guardo fuori e guardo intorno.
Com'è gonfia la strada
di polvere e vento nel viale del ritorno


Questa è una preghiera per il ritorno
Il ritorno di un anno, il ritorno che non dorme mai, l’approdo di uno sguardo che s’è perso per gli angoli delle strade di questa città

Questa è una preghiera per il tuo cuore che è pieno di grazia, e la grazia è quella che lascia che io l’ami, la grazia del suo silenzio

Questa è una preghiera  per le cose che non ho più da dire su di noi, una preghiera per le notti che ho amato, per i tuffi nella pelle, i sorrisi e gli abbracci, i baci sulla nuca e sulla fronte alla mattina, quei baci che ancora paiono dormire

Questa è una preghiera per noi, per i nostri cuori pieni di cose taciute, per la nostra voce e per la mia, troppo spaventata per respirare forte, per la mia che aspetta la notte per poter parlare, la notte che ci ha ascoltato per ore

Questa è una preghiera per il mio coraggio che manca, per tutte le cose che vorrei dire, che vorrei urlare, forte, fortissimo, per tutte le volte che fingo di non pensarti e di non amarti e di non volerti

Questa è una preghiera che il mio cuore dice da non ricordo neanche da quanto, nel silenzio del mio cuore.

Questa è una preghiera per le sere come questa, in cui mi sembra di morire e niente fa più rumore e il mio cuore si riempie di così tanta pena che vorrei affogarlo nel mare

E intanto prego
per questo tempo che ci assiste e ci accarezza senza domande
per l’attesa e per l’avvento
per i sogni che neanche so sognare
per i desideri che neanche so più avere

E che a quest’ora vorrei solo vomitare

E vorrei avere una notte per dirtelo
Non vorrei dirlo in qualche risposta a un’ora sbagliata, in cui l’addio bisogna raccontarlo perché è arrivato senza sceglierlo
Prego per poter aver il coraggio di scegliere, di andarmene o di restare, che certi giorni sembra quasi la stessa cosa
Prego per un segno, una voce che mi svegli da un torpore millenario, e mentre lo dico son talmente stanca che vorrei dormire

Prego certe sere che l’amore scivoli via come un sogno al mattino, che penserò a tutto questo come un luogo lontano in cui il mio cuore ha vissuto forse in un’altra vita.

Questa è una preghiera per il posto in cui arriveremo, e che un po’ avrà i nostri occhi, per quando li cercherai e ci penserai.


Questa è una preghiera per chiedere perdono per tutte le cose che non hanno avuto voce e per tutte le cose che non sono stata, soprattutto per quando non sono stata me e con me.

luci di una notte di mezza estate

Nella notte che non esiste le luci in fondo alla valle sono i volti che arrossiscono alla sera.
La luna mi osserva con un mistero che muta e confonde il nero della sera con un volto che accarezza le foglie e l'erba e le ombre delle cose. Sembra che all'improvviso scenda tra i fichi traghettata nel ventre di qualche lucciola giocosa. Il nulla del silenzio che è attorno accende il tutto della mia immaginazione: le falene, le cicale, il rosso timido delle susine appeso a un silenzio, a un'attesa, al riposo.
Non è un animo soltanto, come non è soltanto la mia voce. I miei occhi sono quelli di un mondo intero che si osserva nell'arrivo e nel presagio.
Un'immagine: quella della luna dietro al barbacane.




spalanni_castel san niccolò
foto_u r s u l a b a s t a


tela bianca

la tela resta bianca e il tempo vi si riflette solo nell’ ombra del passaggio, solo nella luce che muta.
quel che se ne va è sulla superficie, sottile come un graffio impercettibile, pelle che manca, un brivido che lascia solo il ricordo.


tutto è presente che si ripete. mutazione circolare.

solo la bellezza mi commuove.
un’armonia, di corpi e suoni, un desiderio di movimento per cui nessuna cosa è solo quella, ma tutto si consuma in sinfonia.

dimenticare quello che sappiamo, nella follia del caos: questo sarebbe a tratti meraviglioso.