stratagemmi al tramonto

Cammino in questa città senza questa città. Sotto gli alberi dei viali, col sole, con la pioggia. Nel traffico infernale delle strade, nei cumuli di persone il sabato shoppinghiano, nel silenzio delle strade domenicali. In mezzo alla gente, da sola. Incavolata nera, entusiasta, disillusa, speranzosa..in marcia.

Cammino dentro me stessa, sempre, negli ultimi tempi, tra i propositi e la programmazione quotidiana. Ed è una sensazione spesso surreale. 


Il giorno è diverso, il giorno è più clemente. E se c’è il sole tutto è chiaro e limpido, sembra anche facile.

Ma la sera no. La sera i silenzi si impongono con forza e decisione. La riflessione e il dialogo interiore guardano all’orizzonte, cercandomi dall’altra parte. Soprattutto al tramonto. Un bel tramonto cancella il superfluo e trascina l’entusiasmo e il da farsi verso un romanticismo lento. Un romanticismo pinkfloydiano che mi manca terribilmente, che mi commuove, che mi fa riappacificare con me stessa, che riprende i discorsi scomodi e le domande seminandole ovunque, ma nel contempo lascia che un filo sottile tenga, anche se con difficoltà, tutte le parole, le trasfigurazioni esterne, l’impressione che diamo di noi agli altri.

Mi affaccio dal balcone e chiudo gli occhi.



Sento l'odore familiare delle strade del mio paese. I vicoli, il buio e le pietre, gli alberi e l'odore di tramontana che sanno tutto di me. Rasserenano la follia, l’alienazione, il non sapere chi sono nella corsa, nei rumori che gli altrove scatenano, e fanno sì che un silenzio millenario scenda dentro di me, misteriosamente, quasi per magia.


vicolo_palacco_c a r f i z z i




Mi ritrovai seduto su una panchina 
al sole di febbraio 

un magico pomeriggio dai riflessi d'oro 

e mi svegliai con l'aria di pioggia recente 

che aveva lasciato frammenti di gioia



raccontami una favola


fate

Nel bosco ci sono le fate e un incantesimo aleggia nell’aria. 

Per magia, ogni singolo, preciso dettaglio che qui viene osservato per più di un istante si solleva da terra su di una polvere invisibile, impalpabile, fatata, quasi un velo del Botticelli.



..e non s’ ode altra voce..

Il bosco è vivo.

Ogni cosa ha il suo posto.

Procediamo con passo muschiato, fungato, quasi ospiti in un salotto d’altra epoca..tra migliaia di episodi, migliaia di luci, migliaia di colori e differenti profondità tangibili..quasi un teatro, quasi una favola, un’illusione.


E il mio passaggio è stupefatto, fiabesco come non ricordavo da tempo, si fa strada timidamente, quasi con la paura di proseguire per evitare di sbattere contro il cartongesso di una panica cavea.


E le fate hanno il colore dei ciclamini, perché il loro colore qui è semplicemente un miracolo. Viene da chiedersi come possano sopravvivere in siffatto ambiente, tra cotanto verde vigore, con la loro fragilità..così femminile.





c i c l a m i n i_a s t u r o_c a r f i z z i




..E il verde vigor rude ci allaccia i malleoli,
ci intrica i ginocchi
Chissà dove, chissà dove..

non c’è un solo rumore stasera

un solo pensiero, e l'aria frizzante che si trascina dietro sembra sia lei a respirare me, assorbirmi e rivoltarmi fino alle viscere






...
oggi è domenica domani si muore 

oggi mi vesto di seta e candore 

oggi è domenica domani si muore 

oggi mi vesto di rosso e d'amore 

..ad onta di ogni strenua decisione o voto contrario mi trovo 
imbarazzato sorpreso ferito per una irata sensazione di peggioramento 

di cui non so parlare né so fare domande
...



di domenica


domenica mattina: le domeniche o le ami o le detesti, senza 
soluzione

il primo pensiero di tutte le mattine: musica please


oggi si alza con Marvin Gaye, si alza dal profumo delle lenzuola e tenta di trascinarsi fuori con lo sguardo che avevo da bambina, che la domenica mattina tutti pensavano solo a vestirmi e mandarmi in chiesa


al di là della questione domenica_inchiesa_inpapillonata, di quei giorni mi manca il rito e forse anche lo sguardo lindo sul colletto in pizzo


di quei giorni mi manca il pizzo


queste mattine Pantoufle saltella in cucina e io mi ritrovo irrequieta, col pensiero vogliofare_voglioandare_devofare_devoandare, con la paura di non fare mai in tempo.


ma è domenica 



...
anche il mio cuore va in una chiesa che non sa dov'è, e va vestito con un cuore di velluto fanciullo, con il volto arrossato dalle prime impressioni
...

b e r n a r d o s o a r e s 


foto: ferdinando_scianna
                                                  


   
    mare negli occhi e mare sulle labbra
    mare che scalcia
    mare che divora
    mare che giustizia
    mare che urla
    mare che tace
    mare che ovunque
    mare che ogni granello
    mare che ogni colore
    mare che nulla è il resto
    mare che tutte le cose


lido kursal, cirò marina
foto_u r s u l a b a s t a

  



'the shining path'


REGIONALE 2317, 28.08.2009


il tempo non è affatto un concetto astratto, forse neanche quello che qualcuno chiama un signore distratto.
uno di questi giorni farò un conteggio delle ore passate in treno quest’anno. in treno, attenzione, non in viaggio.

il tempo seduto accanto a me, realtà tangibile, battente e ululante. corre sui binari e sembra aver fretta anche quando ho l’impressione che non passi. 
strana cosa.
attende meno che mai, meno dei tempi che io conosco bene, sia quelli miei personali sia quelli del mio paese. 
perché è così che va, inesorabilmente.

ogni posto ha il suo tempo. dolce, pasticciato, fuggitivo, caldo, come il tè, che nel tempo apre una porta, una breccia, forse perché fatti della stessa natura.


Thievery Corporation_THE SHINING PATH


fuori dal finestrino le balle di fieno somigliano a tronchi di giganti addormentati in mezzo ai girasoli. qui forse il sole c’ è sempre e forse è sempre giallo.


del viaggio

l' ironia del viaggio: pensiamo che porti sempre da qualche parte, perché la destinazione è effettivamente, tangibilmente ed economicamente predefinita.

in realtà è una delle idee, quella del viaggio, che più sezionano chirurgicamente l'obbiettivo finale, l'effettiva destinazione e le originali intenzioni.
più spesso troviamo qualcos'altro, arriviamo da qualche altra parte. scopriamo di essere qualcun altro.